Quando capire tuo figlio diventa complicato, possiamo farlo insieme.

Tra i 6 e gli 11 anni le emozioni diventano più intense e spesso difficili da gestire. Possono comparire scoppi di rabbia improvvisi, frustrazione che esplode, paure nuove o comportamenti oppositivi. A volte la fatica si manifesta nelle relazioni con gli altri o a scuola, lasciando i genitori con la sensazione di non riconoscere più il proprio bambino.

Nei primi anni non esistono “capricci”: esistono bisogni non ancora espressi a parole.

A questa età il bambino non ha ancora gli strumenti per raccontarti cosa prova.
Le emozioni escono attraverso il corpo: pianto, rabbia, silenzio, attaccamento, rifiuto, ricerca costante di conferme.

Il mio lavoro consiste nel tradurre quel linguaggio, delicato, complesso, spesso frainteso e aiutarti a comprendere cosa succede dentro tuo figlio.

 

Cosa ottieni dal percorso

Il percorso permette di ridurre i conflitti, riportare maggiore serenità in famiglia e favorire una crescita emotiva più autonoma. Il bambino impara a sentirsi più sicuro, mentre i genitori acquisiscono strumenti concreti per affrontare i momenti difficili con più calma e chiarezza.

È il momento giusto se...

È il momento giusto per chiedere aiuto quando le difficoltà diventano frequenti, le regressioni non passano e la separazione è sempre più faticosa.
Se senti che qualcosa ti preoccupa ma non riesci a capirne il motivo, o hai l’impressione di non avere più strumenti, fermarsi e intervenire può fare davvero la differenza.

Non serve aspettare che “diventi grave”.

Se senti che qualcosa non torna, possiamo capirlo insieme.

Spesso basta un primo colloquio per fare chiarezza, ridurre la confusione e capire quale strada può aiutare davvero.